Coronavirus: i piani del Cai per i rifugi. Tutte le 326 strutture del Club alpino italiano avrà un kit-Covid con saturimetri, termometri, mascherine e ozonizzatori per purificare l’aria.

La Commissione Centrale Rifugi del Club Alpino Italiano ha ordinato un kit da distribuire ai rifugisti. Un'azienda italiana ha sviluppato questo kit composto da un ozonizzatore che servirà per sanificare i locali, un termometro per misurare la febbre ai collaboratori ed ospiti, un saturimetro per misurare la concentrazione di ossigeno nel sangue e mascherine. In questo modo si vuole ridurre al minimo il rischio contagio.

L’arma non troppo segreta contro il virus per aiutare a garantire l’apertura dei rifugi alpini quest’estate ha un nome: ozonizzatore. Pulito, abbastanza rapido, di semplice uso, non lascia odori come invece il cloro o l’alcool.
Anche in Alto Adige nei vari rifugi verrà distribuito questo kit a cura del CAI Alto Adige e delle varie sezioni proprietarie di rifugi.
“La nostra sezione” – dice il presidente della sezione di Bolzano del CAI, Riccardo Cristofoletti – “ha già ordinato 20 ozonizzatori per sanificare i nostri 6 rifugi e la nostra sede. Sulle mascherine che abbiamo fatto preparare metteremo lo stemma del Cai. Stiamo tutti cercando di capire quali indicazioni dare ai gestori, consapevoli che sarà un’estate molto difficile. Perché dovranno fare i conti con una riduzione del fatturato, dovuta in parte al taglio della capienza delle strutture e in parte alla paura”.

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