|
|
Bollettino - Notiziariodel Club Alpino Italiano Sezione di Bolzano |
|
|
Funzioni ed incarichi sezionali 2011
SEGNALETICA MONOLINGUE IN MONTAGNA - COMUNICATO STAMPA - 27 maggio 2009
LA POSIZIONE DEL CAI ALTO ADIGE SULLA TOPONOMASTICA - 12 Dicembre 1996
Questo documento è stato confermato integralmente nella seduta del Comitato Direttivo del CAI Alto Adige del 03.09.2009, integrandolo con un richiamo alla pericolosità derivante per il turista dalla non corrispondenza dei nomi delle carte con quelli sulle tabelle e con il suggerimento-richiesta che i segnali di pericolo vengano redatti anche in lingua inglese.
La storia :
L'esigenza di far conoscere la propria attività, anche attraverso la pubblicazione degli atti sociali e di mantenere i contatti con i soci fu avvertita fin dall'inizio. La sezione non aveva però i mezzi per stampare un proprio bollettino.
All'inizio (1921) fu trovata ospitalità sulla rivista "Alto Adige : illustrazione quindicinale della Venezia Tridentina" e sul "Bollettino della SAT", oltrechè sulla RM. Dal 1922 (anno I) esce mensilmente a Bolzano la "Rivista dell'Alto Adige" con sue sottotitoli abbinati : "organo ufficiale dell'Ufficio Viaggi e Turismo dell'ENIT in Bolzano" e "Bollettino mensile del CLUB ALPINO ITALIANO Sezione di Bolzano. Nel febbraio 1926 esce il primo numero del Bollettino - Notiziario sezionale. E' la prima pubblicazione intermante sezionale che proseguirà fino al 1928 e che è conservata nell'attuale biblioteca sezionale.
Dal 1974 al 1982 esce "Il Pendolo", notiziario sezionale in buona veste tipografica che non si limita alla vita della Sezione ma che tratta anche argomenti di più vasto interesse. Fu sospeso per ragioni economiche e tuttora la Sezione ne avverte la mancanza
Dal libro “In cammino da 80 anni” Storia della Sezione CAI di Bolzano di Vito Brigadoi.
![]()
Oggetto: segnaletica monolingue in montagna
A seguito degli articoli comparsi sulla stampa locale del 23, 24 e 25 maggio c.a. sull'argomento in oggetto, il Club Alpino Italiano Alto Adige (organismo provinciale) e le sue Sezioni sono stati tempestati di telefonate di soci e cittadini che sostanzialmente chiedono “cosa fa il CAI?”
La posizione del CAI Alto Adige in materia dovrebbe essere ben nota, essendo stata definita e resa pubblica oltre 12 anni fa col documento che comunque si allega ed è reperibile nel sito www.caibolzano.it. Il documento, datato 12 dicembre 1996, si chiudeva così:
“In materia di toponomastica il CAI Alto Adige chiede pertanto a chi di competenza:
|
• |
il mantenimento e la puntuale osservanza delle norme dell'attuale Statuto di autonomia (con un'unica eventuale integrazione riguardante l'ufficializzazione dei toponimi ladini, fino ad oggi non prevista); |
|
• |
il ripristino della segnaletica bi-trilingue laddove, ed è una notevole parte della provincia, negli ultimi anni è stata di fatto resa arbitrariamente monolingue”. |
Questa posizione a tutt'oggi non ha subito mutamenti. In sostanza il CAI ha chiesto e continua a chiedere, in ogni occasione, anche presso le “Autorità competenti”, il rispetto delle norme contenute nello Statuto di Autonomia.
Per completezza d'informazione si fa presente che, secondo i dati più aggiornati, dei circa 16.000 Km di sentieri in Alto Adige il CAI ne gestisce il 4,60 % apponendo segnaletica totalmente bilingue. Tutti gli altri sentieri sono gestiti dall'AVS (42,04%), dalle Organizzazioni Turistiche (32,52%), dall'Ufficio Parchi della Provincia (14,72%), dal Parco dello Stelvio (6,12%)
Bolzano, 27 maggio 2009
| Il Presidente del CAI Alto Adige | |
| Giuseppe Broggi |
![]()
24 aprile 2007
LA SCOPERTA ARCHEOLOGICA
Tra i boschi di Dro spunta Jurassic Park
Sulle rocce del Monte Anglone sono state trovate centinaia di orme di dinosauro
GLI SCOPRITORI
UNA VERA EMOZIONE TROVARE LE IMPRONTE
«E' successo tutto il 10 marzo, una giornata fredda e ventosa. Stavamo scendendo a valle dopo la nostra scalata e sulla via del ritorno ci siamo imbattuti in queste orme». Se non fosse stato per loro le centinaia di impronte del Monte Anglone sarebbero rimaste dei semplici buchi sulla roccia ancora per diverso tempo, magari per sempre.
Il merito dell'eccezionale scoperta avvenuta a Dro è da attribuire interamente a due noti scalatori altoatesini, nonché istruttori del Cai di Bolzano: Ermanno Filippi e Massimo Maceri.
![]()
20 novembre 2006
Il Bivacco Sassolungo costituisce uno dei fiori all'occhiello della Sezione di Bolzano del Club Alpino Italiano, se non altro per il fatto che è il primo bivacco fisso installato nelle Dolomiti, e uno dei primi delle Alpi. Fu infatti inaugurato il 30 settembre 1935.
E' posto a 3100 metri, a SE della Cima principale del Sassolungo di Gardena (3181 m).
E' veramente un nido d'aquile, in una posizione selvaggia eccezionale, un vero ricovero di emergenza a 30 minuti dalla cima del Sassolungo, in prossimità delle uscite dalle vie delle pareti N e NE (1000 m di dislivello con difficoltà oltre il 4° grado). E’ dotato di radiotrasmittente per chiamate di emergenza, con pannello fotovoltaico che ne alimenta le batterie.
Ultimamente era stata riscontrata la necessità di alcuni lavori urgenti per mantenerne l’efficienza.
Su incarico della Sezione vi hanno provveduto nell’ottobre scorso la guida alpina Moritz Peristi, coadiuvato dalla “Cator” Vroni Schrott (prima donna ammessa nel prestigioso gruppo dei Catores) che in tre giorni di lavoro hanno riparato il muro a secco che sostiene a sud il manufatto, fissandone la base con una trave di ferro, cambiato tiranti e bulloni che tengono il bivacco ancorato al terreno, sostituito il vetro rotto della porta, riparato il fissaggio della lamiera esterna, isolato con perline il lato interno est, sostituito il materassino in gommapiuma che copre il pavimento con uno nuovo ricoperto di un pratico tessuto lavabile, sostituito le 10 coperte ormai logore e infine riverniciato completamente la copertura esterna.
Con questi lavori il bivacco è di nuovo perfettamente in grado di svolgere la sua funzione per molti anni.
La Sezione di Bolzano del CAI coglie l’occasione per ricordare agli alpinisti che la funzione di un bivacco come questo è unicamente quella di ricovero di emergenza in caso di impossibilità o difficoltà di ritornare tempestivamente a valle (maltempo sopravvenuto, incidenti, ecc.) e confida che solo in questi casi venga utilizzato.
![]() |
![]() |
![]() |
||
| Sbarco | Pittura esterna | Riparazione muro di sostegno | ||
![]() |
![]() |
![]() |
||
| Interno prima | Interno dopo | Fine dei lavori |
Testo di Vito Brigadoi foto di Moritz Peristi
![]()
Riscossione di un pedaggio per il transito sui passi in Alto Adige
In merito all’annunciata iniziativa provinciale, che prevede la riscossione di un pedaggio per il transito sui passi dell’Alto Adige, le associazione alpine della Regione Alpenverein Südtirol (AVS), CAI – Alto Adige e Società Alpinisti Tridentini (SAT) assumono la seguente posizione.
Da diversi anni ormai i comuni limitrofi ai passi maggiormente esposti al traffico, ed in modo particolare la popolazione ivi residente, compiono ogni possibile sforzo per arginare l’intenso traffico della alta stagione turistica, allo scopo di salvaguardare in modo efficace la natura e le persone dagli insalubri gas di scarico e dalla eccessiva rumorositá.
La Giunta Provinciale di Bolzano ha recentemente avanzato la proposta di voler raggiungere tale scopo con l’introduzione di un pedaggio di 5,00 € per ogni giorno. Le organizzazioni alpine firmatarie della presente sono convinte che tale soluzione sia fuorviante e non adatta a raggiungere lo scopo prefisso.
Analogamente a quanto accaduto sulle autostrade – dove l’aumento dei pedaggi e del prezzo dei carburanti non è servito a contenere il traffico – anche il transito sui passi non si fermerá davanti all’introduzione di un pedaggio. L’entitá del pedaggio non è certo una barriera sufficiente per limitare il transito sui passi, salvo che per i meno abbienti, cosa che sarebbe oltretutto ingiusto. Lo scopo, ad avviso delle organizzazioni firmatarie, può essere raggiunto solamente con un divieto da applicare a tutti.
AVS, CAI-AA e SAT invitano i Comuni, che entro Novembre devono depositare il loro parere in merito, di esprimersi a favore di una chiusura temporanea dei passi.
Le organizzazioni scriventi sostengono una chiusura totale del traffico privato sui passi dalle ore 9.00 fino alle ore 15.00 nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre. Durante il periodo di chiusura dei passi, il servizio di trasporto potrebbe essere garantito dagli autobus sia pubblici che privati.
In rappresentanza degli alpinisti, le scriventi organizzazioni devono salvaguardare in ogni modo il diritto di accesso alle montagne. Limitazioni temporali a questo diritto possono essere accettate.
Alla Giunta Provinciale di Bolzano nonchè a tutte le altre Autorità coinvolte nella decisione rivolgono quindi l’appello di rivedere la ventilata proposta di introduzione di un pedaggio sui passi in favore di una limitazione temporanea del traffico.
AVS, CAI-AA e SAT informeranno la popolazione circa il proprio punto i vista su questa iniziativa.
|
Alpenverein Südtirol Luis Vonmetz Presidente |
CAI – Alto Adige Franco Capraro Presidente |
Società Alpinisti Tridentini Franco Giacomoni Presidente |
Bolzano, 7 novembre 2005
![]()
LA POSIZIONE DEL CAI ALTO ADIGE SULLA TOPONOMASTICA
Nell'autunno 1996 tornò alla ribalta l'argomento della toponomastica dell'Alto Adige. Su proposta della Sezione di Bolzano, l'Organizzazione Provinciale delle 15 Sezioni altoatesine del CAI prese posizione in materia con il documento che è riportato qui di seguito. Tale documento non ha subito fino ad oggi alcuna successiva variazione o integrazione, per cui, a distanza di 10 anni, è da ritenersi tuttora la posizione ufficiale del CAI Alto Adige in materia.
********
Il Consiglio Direttivo del CAI Alto Adige, organo unitario delle 15 Sezioni altoatesine del Club Alpino Italiano, riunito a Bolzano il 12.12.1996, esprime il proprio rammarico per il fatto che recentemente sia stato riproposto, in sede politica locale e conseguentemente, attraverso i mass media, alla popolazione altoatesina un argomento come quello della toponomastica, che più di altri favorisce strumentalizzazioni, contrasti e, in definitiva, ostacoli alla pacifica convivenza.
Per quanto riguarda in particolare il proprio ambito di attività istituzionale, che è quello alpinistico, il CAI Alto Adige esprime la propria sorpresa ed amarezza per la presa di posizione dell’Alpenverein Südtirol (A.V.S.) in materia di toponomastica, contenuta nella lettera ai Sindaci sottoscritta unitamente ad altre associazioni, tra cui Schützen e Bauernbund, di cui ha dato notizia la stampa locale a metà ottobre u.s.
I cordiali rapporti di collaborazione tra CAI e AVS negli ultimi anni, in vari campi attinenti l’alpinismo, sembravano evolversi nella prospettiva di un Alpinismo di più ampio respiro, senza connotati nazionalistici o revanchisti.
Le stesse dichiarazioni del Presidente dell’AVS alla stampa, pochi giorni prima (Alto Adige 02.10.96), non facevano certo presagire una presa di posizione così estremista, tendenziosa nella formulazione, discutibile sul piano storico e travisante sul piano giuridico.
Il CAI Alto Adige ritiene a questo punto doveroso prendere posizione in materia dichiarando che:
§ ritiene la toponomastica uno degli elementi essenziali della cultura, alpinistica e non, di qualsiasi popolo, gruppo etnico e linguistico e quindi anche del gruppo linguistico italiano, che ormai da 70 anni è in Alto Adige e specialmente di coloro, che qui sono nati e vissuti;
§ ha sempre ritenuto doveroso il ripristino di tutte le dizioni toponomastiche in lingua tedesca, quale riparazione dal sopruso attuato dal fascismo, che le aveva soppresse;
§ ritiene che la soluzione sancita dallo Statuto di autonomia vigente e cioè quella del bilinguismo - trilinguismo nei territori ladini della toponomastica, a prescindere dall’origine dei singoli toponimi, sia tuttora l’unica atta ad evitare tensioni, strumentalizzazioni e soprusi in materia, consentendo ad ogni cittadino di qualsiasi gruppo linguistico di sentirsi nella sua “Heimat” ;
§ ritiene che qualsiasi operazione di cancellazione di toponimi (macro o micro), da chiunque disposta (Comuni, Provincia, Commissione dei 6, Governo), attuata oggi, risponderebbe alla stessa logica prevaricatrice di quella inversa, attuata dal fascismo e costituirebbe pertanto un gravissimo ostacolo sulla strada della convivenza reale.
In materia di toponomastica il CAI Alto Adige chiede pertanto a chi di competenza:
| - | il mantenimento e la puntuale osservanza delle norme dell’attuale Statuto di autonomia (con un’unica eventuale integrazione riguardante l’ufficializzazione dei toponimi ladini, fino ad oggi non prevista) ; |
| - | il ripristino della segnaletica bi-trilingue laddove, ed è una notevole parte della provincia, negli ultimi anni è stata di fatto resa arbitrariamente monolingue. |
Bolzano 12 Dicembre 1996 IL DIRETTIVO DEL CAI ALTO ADIGE
![]()